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Sintomatologia poetica

Incollata alla scrivania m’ammalo

di me, senza un vaccino nella schiena

smidollata dal perpetuo restare.

.

Reazioni allergiche alla progressione

temporale, al divenire sprecato

nascosta tra le righe di un quaderno.

.

Sfoghi cutanei all’immobilità

delle parole che crioconservano

questa falsa statica corporeità.

.

Dermatiti m’invadono la pelle

salendo come bolle d’ossigeno

dal profondo mio delirio in apnea.

.

Febbrili stati mentali scendono

dalla fronte a sanare l’ipocrisia

dell’inutilità a cui mi costringo.

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